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Tutti noi nelle nostre abitazioni possediamo un armadietto dei medicinali dove sono riposti svariati farmaci. Anzi molto spesso un armadietto ben fornito (anche di soli farmaci da banco) ci regala una sensazione di sicurezza giacché per ogni evenienza o malanno sappiamo già quale farmaco prendere per alleviare le nostre sofferenze o sintomatologie.

Poi ovviamente, per le patologie meno “blande” il nostro armadietto viene rifornito dagli specifici medicinali che ci vendono prescritti dal medico.

Ma vi siete mai fermati a leggere il foglio illustrativo (c.d. bugiardino) contenuto nella scatola del farmaco? Leggendolo scoprirete che anche la semplice aspirina per il raffreddore potrebbe provocare degli importanti effetti indesiderati. In Italia, nel corso dell’ultimo anno, si sono registrati circa 100.000 ricoveri dovuti agli effetti collaterali per l’assunzione di farmaci.

Sia chiaro non è un grido d’allarme: i farmaci sono indispensabili ma la regola da seguire – che può sembrare ovvia se non addirittura banale – è di assumerne con oculatezza, sotto osservazione medica, senza abusarne e comunque di interrompere immediatamente l’assunzione alla comparsa di qualsiasi effetto collaterale.

Fatte tali doverose premesse, esiste una responsabilità risarcitoria nel caso di effetti collaterali dovuti dall’assunzione del farmaco? La risposta è affermativa laddove, ovviamente, ricorrano dei profili di responsabilità della casa farmaceutica.

La Corte di Cassazione con sentenza n. 6587/2019 del 7 marzo 2019 è intervenuta sul tema introducendo alcuni principi fondamentali di seguito sintetizzati:

  • in primo luogo la casa farmaceutica ha l’obbligo di inserire all’interno della scatola del farmaco il relativo foglio illustrativo (c.d. bugiardino) contente la puntuale specificazione della composizione, delle indicazioni e delle modalità d’uso del farmaco;
  • solo la violazione del sopracitato obbligo configura una responsabilità risarcitoria per la casa farmaceutica in caso di insorgenza di effetti collaterali. Sotto questo profilo, la Cassazione parte dal presupposto che è impossibile calcolare a priori gli effetti collaterali sul singolo individuo, pertanto, l’indicazione del pericolo, sia pure di un caso su un milione, contenuta nel foglietto illustrativo, integra proprio quella prova liberatoria richiesta dalla legge all’art. 2050 codice civile (ossia l’adozione di tutte le misure per evitare il danno);
  • inoltre, per esonerare la responsabilità della casa farmaceutica è necessario altresì che siano state osservate tutte le sperimentazioni e i protocolli previsti dalla legge per la produzione e commercializzazione del farmaco.

 Il mancato rispetto di anche una sola delle sopracitate condizioni configura una possibile fonte di responsabilità risarcitoria in capo al produttore che andrà adeguatamente vagliata e valutata, sotto il profilo formale, indagando se il c.d. bugiardino può dirsi esaustivo e diligentemente compilato e, sotto il profilo produttivo, se il farmaco è stato commercializzato previo rispetto di tutti i protocolli di legge e per tutta la filiera produttiva.

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