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Al pari delle altre figure mediche, anche il dentista può essere chiamato a rispondere del proprio operato professionale (sia in sede civile che in sede penale) in caso il medesimo operi con imprudenza, negligenza e/o imperizia tale da provocare nel paziente danni rilevanti.

Nella casistica maggiormente affrontata dal nostro studio non sono pochi i casi in cui la malpractice odontoiatrica ha cagionato nel paziente la lesione di un nervo, ascessi, rottura di un impianto dentale o addirittura una cattiva impiantazione di protesi dentaria. 

Tanto premesso, va subito precisato che il dentista nell’esecuzione della propria prestazione professionale è tenuto al rispetto della leges artis e ciò equivale a dire che deve agire nel pieno rispetto delle linee guida e/o delle buone pratiche assistenziali, in strutture tecnicamente idonee e con l’ausilio di personale qualificato tenendo sempre a mente i rischi ed i benefici che la prestazione odontoiatrica porta al paziente.

In caso di inosservanza delle sopracitate regole di condotta, in linea generale, il dentista risponde civilmente per i danni procurati al paziente atteso che, in siffatte ipotesi, il sanitario versa in dolo o colpa grave ex art. 2236 cod. civ. salvo che il medesimo non dimostri che il caso concreto sia da considerarsi eccezionale e/o straordinario e che il danno si è verificato per l’insorgenza di problemi di elevata difficoltà.

Peraltro va altresì precisato che il dentista risponde anche per colpa lieve ex art. 1176 cod. civ. per i danni causati in esecuzione di prestazioni professionali routinarie ed ordinarie laddove la semplice condotta minimamente perita esigibile dal professionista avrebbe evitato il danno.

Un’altra peculiarità che caratterizza l’attività sanitaria del dentista rispetto alle altre figure sanitarie è che molti interventi odontoiatrici costituiscono obbligazioni di risultato (soprattutto per la realizzazione di protesi ed interventi di impiantistica) e quindi il paziente ha il diritto di ottenere pienamente il risultato auspicato con l’intervento odontoiatrico e il medico deve garantire la realizzazione del risultato preventivato, pena la di lui responsabilità risarcitoria in caso di insuccesso.

Sull’argomento si sono espressi più volte i Giudici ad ogni latitudine della nazione ma la Cassazione sembra aver messo un punto fermo nel senso che la prestazione del dentista deve essere ritenuta un’obbligazione di risultato quando a prevalere nell’intervento sia la componente estetica, mentre non sempre può essere garantito un risultato certo, quando si ha a che fare con aspetti anatomo-funzionali.

Le considerazioni suesposte rappresentano considerazioni di carattere generale ed ovviamente ogni caso è a sé e va valutato singolarmente da un team qualificato di specialisti composto da medici-legali ed avvocati come quello de Il Risarcimento Sanitario.

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